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	<title>Beppe Pagani</title>
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		<title>La costituzione Viva</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Campo Samarotto]]></category>
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		<description><![CDATA[Parte martedì prossimo in Sala Tricolore, con la partecipazione del Sindaco Graziano Delrio, del presidente di Istoreco Nando Rinaldi e di Andrea Morrone, professore di diritto costituzionale all’Università di Bologna e presidente del Comitato referendario contro il “Porcellum”, “la Costituzione Viva”, un ciclo di 6 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte martedì prossimo in Sala Tricolore, con la partecipazione del Sindaco Graziano Delrio, del presidente di Istoreco Nando Rinaldi e di Andrea Morrone, professore di diritto costituzionale all’Università di Bologna e presidente del Comitato referendario contro il “Porcellum”, “la Costituzione Viva”, un ciclo di 6 incontri di approfondimento sulla nostra Carta Costituzionale.</p>
<p>L’iniziativa – che è tra i progetti selezionati da “I reggiani per esempio del comune di Reggio Emilia” &#8211; è promossa da CISL Adiconsum e Acli Reggio-Emilia in collaborazione con il Consorzio Romero, “Servire l’Uomo”, Istoreco, l’associazione Campo Samarotto e l’Associazione di formazione alla politica vicina al Consigliere regionale Beppe Pagani.</p>
<p>“Riflettere, approfondire, confrontarsi e formarsi sulla Costituzione – sottolinea Pagani – non è questione che si possa limitare agli “esperti”, perché quotidianamente il dettato costituzionale entra nella vita di tutti i cittadini: proprio ad essi è dunque rivolto questo ciclo di incontri, finalizzato a comprendere anche in che modo la Costituzione – che va difesa perché mantiene tutta la sua attualità nei tratti fondamentali – si ponga oggi di fronte ai cambiamenti legati alla globalizzazione, alla circolazione e all’intreccio di idee, culture, e ai nuovi elementi di coesione che vanno ricercati in dimensione sovranazionale”.</p>
<p>Il primo incontro avrà luogo martedì 7 febbraio alle ore 18.00 sarà seguito da 4 lezioni tematiche tenute dal Prof. Morrone su: Sovranità, Diritti, Forma di Governo e Regionalismo, ed un incontro di chiusura in forma di conversazione con gli onorevoli Pierluigi Castagnetti e Luciano Violante.</p>
<p>Le 4 lezioni tematiche si terranno il 14 e 28 febbraio alle ore 20.30 presso la Casa Aperta del Ceis e il 13 e 27 marzo, sempre alle 20.30, al Centro Simonazzi. L’incontro di chiusura sarà invece a maggio, al Cinema Olimpia.</p>
<p>“La Costituzione ha avuto, dalla sua promulgazione ad oggi &#8211; spiega il Prof. Morrone che guiderà 4 dei 6 incontri in calendario &#8211; il fondamentale compito di sostenere e accompagnare gli italiani e l’Italia dopo le lacerazioni e le macerie della Guerra. Naturalmente la Carta è il prodotto (ad opera di una élite illuminata) di quella fase e di quel contesto e, oltre la retorica nostalgica e la strumentale lettura partitica, è urgente l’avvio di un dibattito serio e competente su come la Costituzione si pone nei confronti di questioni centralissime e nuove che interpellano le nostre comunità locali e il nostro Paese all’interno del nuovo conteso europeo e mondiale.”</p>
<p>La partecipazione alla prima e all&#8217;ultima iniziativa pubblica (in Sala Tricolore e al Cinema Olimpia) è libera, gratuita e non prevede iscrizione.</p>
<p>La partecipazione alle quattro lezioni è gratuita ma occorre iscriversi entro l&#8217;8 febbraio inviando una mail all&#8217;indirizzo camposamarotto@gmail.com. Sono disponibili 60 posti e si richiede l&#8217;impegno a partecipare a tutte lezioni. Per informazioni: www.cittadellacostituzione.it; qui il <a title="volantino La costituzione viva" href="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/02/la-Costituzione-Viva-primo-incontro-BN.pdf" class="pdf " target="_blank">volantino dell&#8217;incontro di apertura</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia di Domani</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato scorso, 28 gennaio, Beppe Pagani è intervenuto insieme all&#8217;onorevole Andrea Sarubbi ad un convegno organizzato a Modena sui nuovi italiani. Un modo per riflettere sull&#8217;Italia di domani e per contribuire alla campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato scorso, 28 gennaio, Beppe Pagani è intervenuto insieme all&#8217;onorevole Andrea Sarubbi ad un convegno organizzato a Modena sui nuovi italiani. Un modo per riflettere sull&#8217;Italia di domani e per contribuire alla campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza dei migranti promossi &#8220;l&#8217;Iitalia sono anch&#8217;io&#8221;. Per chi fosse interessato o desiderasse trarre alcuni spunti pubblichiamo le note scritte per preparare il suo intervento a sostegno della campagna.</p>
<p>On line trovate molte altri materiali e schede su L&#8217;Italia sono anch&#8217;io, qui c&#8217;è il <a title="L'italia sono anch'io" href="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/02/12-01-28-Note-per-LItalia-di-domani-Modena.pdf" class="pdf ">file</a> con i nostri appunti per quell&#8217;occasione e ricordate che sono gli ultimi giorni per firmare le due proposte di legge di iniziativa popolare.</p>
<p><a href="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/02/LItalia-sono-anchio.jpg" class="jpg "><img class="size-large wp-image-4928 alignleft" title="L'Italia sono anch'io" src="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/02/LItalia-sono-anchio-368x240.jpg" alt="" width="368" height="240" /></a></p>
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		<title>Isee: anche Bologna lo ricalcola</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 05:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[La Giunta comunale di Bologna approva nuovi criteri di calcolo dell&#8217;Isee &#8211; evitando così i genitori &#8216;furbetti&#8217; dei nidi che si fingevano separati per pagare di meno la retta &#8211; e ai quattro consiglieri regionali del Pd di area cattolica la decisione piace, parecchio. Tanto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta comunale di Bologna approva nuovi criteri di calcolo dell&#8217;Isee &#8211; evitando così i genitori &#8216;furbetti&#8217; dei nidi che si fingevano separati per pagare di meno la retta &#8211; e ai quattro consiglieri regionali del Pd di area cattolica la decisione piace, parecchio. Tanto che si sentono quasi &#8216;scavalcati&#8217;: da tempo vorrebbero una Regione con più coraggio nel rivedere un redditometro che &#8211; sostengono in molti &#8211; finisce per penalizzare le famiglie, quelle fondate sul matrimonio.</p>
<p>Questo non lo chiedono solo Marco Barbieri, Gabriele Ferrari, Beppe Pagani e  Damiano Zoffoli che vorrebbero dare un&#8217;accelerata alle scelte del proprio Partito democratico, ma dall&#8217;opposizione in Regione &#8216;spingono&#8217; da tempo anche Udc e Pdl.</p>
<p>Dei &#8216;furbetti&#8217; dei nidi si erano accorti molti sindaci di piccoli comuni, dove e&#8217; piu&#8217; facile conoscere le reali condizioni familiari di un bambino.</p>
<p>Ma la partita Isee non tocca solo i servizi per l&#8217;infanzia, dove la Giunta comunale di Bologna ha deciso di sommare i redditi di entrambi i genitori anche se vivono in abitazioni separate (e ha in cantiere l&#8217;inserimento del patrimonio immobiliare nel calcolo): in Regione la partita si allarga anche ai ticket sanitari e i quattro consiglieri Pd vorrebbero spingere anche su questo acceleratore, visto che ai ticket l&#8217;Isee non si applica proprio, neanche cosi&#8217; com&#8217;e', figuriamoci com&#8217;e&#8217; contento chi invece vorrebbe ricalcolarlo in maniera più equa per le coppie sposate.</p>
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		<title>Il senso del ridicolo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe Pagani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La partecipazione della Fondazione Manodori in Unicredit valeva circa 274 milioni un anno fa (il doppio rispetto a quanto iscritto a bilancio); due mesi fa, prima della ricapitalizzazione, ne valeva 120 (15 in meno rispetto al valore di bilancio): oggi, dopo un’iniezione di liquidità circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La partecipazione della Fondazione Manodori in Unicredit valeva circa 274 milioni un anno fa (il doppio rispetto a quanto iscritto a bilancio); due mesi fa, prima della ricapitalizzazione, ne valeva 120 (15 in meno rispetto al valore di bilancio): oggi, dopo un’iniezione di liquidità circa altri 28 milioni della Fondazione per la ricapitalizzazione della banca, ne vale circa 105: credo che Cristian Immovilli, consigliere comunale del Pdl, dovrebbe tentare di fare due conti prima di dipingere come straordinariamente brillanti i risultati delle operazioni finanziarie delle Fondazione Manodori.</p>
<p><em>Giuseppe Pagani, consigliere regionale del Pd, replica così all’esponente del Pdl che, in una nota, sostiene che Pagani, dopo aver chiesto 20 giorni fa le dimissioni dei vertici della Manodori, dovrebbe oggi dimettersi a propria volta a fronte dei buoni risultati dell’aumento di capitale e del recupero del titolo.</em></p>
<p>Il valore della partecipazione della Fondazione in Unicredit – <em>spiega Pagani</em> – resta largamente al di sotto (oltre un terzo) di quanto vale a bilancio, e lontanissimo dai valori di mercato di un anno fa. Ma non basta: per il 2012 la Fondazione non potrà contare su alcun dividendo, e questo significa che il suo patrimonio non si è solo depauperato, ma non ha generato alcuna risorsa per le erogazioni.</p>
<p>Imovilli dice che alcuni politici – <em>e mi indica tra questi </em>– hanno rasentato il ridicolo con le loro affermazioni critiche sulla Fondazione. Se Imovilli vuol davvero ridere – prosegue Pagani &#8211; pensi al patrimonio della Fondazione come se fosse il suo: aveva in mano centinaia di milioni e la possibilità di metterli a frutto e, in pochi anni e persino in pochi mesi, si ritrova senza frutti e con un collasso sul patrimonio. Che ci troverebbe da ridere – <em>conclude Pagani</em> &#8211; il consigliere Immovilli? E che ci dovrebbe trovare da ridere la comunità reggiana nelle azioni di una fondazione che, secondo Immovilli, è stata “violata” nella sua autonomia da critiche che, quantomeno, appaiono piuttosto motivate?</p>
<p><a href="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/02/Reggio_Emilia_statua_del_Crostolo_neve.jpg" class="jpg "><img class="size-medium wp-image-4884 alignleft" title="Reggio_Emilia_statua_del_Crostolo_neve" src="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/02/Reggio_Emilia_statua_del_Crostolo_neve-300x400.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
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		<title>Don Pasquino Borghi, Un uomo esemplare</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 05:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe Pagani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Memoria]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; triste ammetterlo ma nella vita pubblica, a settant’anni dai fatti, risulta troppo spesso quasi impraticabile la via al ricordo della Resistenza reggiana. I passi della memoria arrancano nel fango della retorica mentre una brutta aria che alcuni chiamano revisionismo soffia e distrae decisamente dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; triste ammetterlo ma nella vita pubblica, a settant’anni dai fatti, risulta troppo spesso quasi impraticabile la via al ricordo della Resistenza reggiana. I passi della memoria arrancano nel fango della retorica mentre una brutta aria che alcuni chiamano revisionismo soffia e distrae decisamente dal cammino.</p>
<p>Ma prima di perdersi nei litigi circa la natura di quella lotta (lotta di liberazione? Guerra civile?) lasciandosi ubriacare dalle narrazioni opposte (davvero tutto può riassumersi in un ‘neri contro rossi’ e nulla più?) è il caso di cogliere il pretesto che ci offre il calendario e soffermarsi sulle parole di chi fra i protagonisti di quella stagione parlò forse meno di tutti: don Pasquino Borghi, fucilato oggi 68 anni fa. Don Pasquino fu Battista, nato mezzadro e cresciuto fra il seminario e le missioni in Sudan, scrive poco e non lascia racconti circa le cause della sua condanna. Ancor meno parlò e anzi tacque risolutamente a Villa Minozzo, Scandiano e Reggio durante gli interrogatori seguiti all’arresto nonostante le percosse e le umilianti sevizie. Però lascia una testimonianza indelebile e cruciale, attraverso i ricordi di Don Angelo Cocconcelli che lo ammoniva dei pericoli insiti nell’ospitare renitenti alla leva, sbandati e stranieri: “ma dove vanno questi ragazzi? […] nessuno li vuole. Ormai ho fatto causa comune con loro”.</p>
<p>Ospitava chiunque. Come faceva pure don Battista Pigozzi di Cervarolo che disse un giorno alla nipote “io non guardo a italiano, inglese o tedesco; io faccio la carità, e se hanno fame non li lascio senza mangiare e non ho paura di niente perché faccio quello che comanda il Signore”.  Pasquino e Battista erano due tappe in quella ‘via delle canoniche’ che salvò tantissime vite permettendo un rifugio fra i monti o addirittura l’attraversamento del fronte. A beneficiarne furono soldati alleati che fuggivano dalla prigionia (oltre 3000!), renitenti alla leva (condannati a morte!), ebrei, perseguitati politici, famiglie comuni e i primi partigiani. Proprio sulla via delle canoniche la disobbedienza civile al potere malvagio dei tedeschi e dei fascisti spesso incontrò legandosi ad essa la volontà di quanti volevano attivamente combattere gli oppressori. Nell’Italia allo sbando del Re in fuga e dell’esercito liquefatto furono le canoniche e furono i preti, con il loro millenario mandato di carità, ad attirare l’attenzione di chi cercava un riparo. Anche fra i partiti e fra i ribelli. A San Pellegrino in Reggio Emilia la prima riunione clandestina dei partiti dopo l’armistizio (16 settembre 1943), a San Francesco la costituzione formale del CLN (28 settembre). Persino i fratelli Cervi nelle loro operazioni in montagna si appoggiarono a una canonica, proprio quella di Don Pasquino. Anche sulla via delle canoniche, non per opere eroiche e non per odio, sbocciò la Resistenza. Questo è un elemento che non va sottovalutato, insieme a nomi e luoghi: don Enzo Boni Baldoni (parroco di Quara, il suo nome è sulla stele d’onore del Giardino dei Giusti allo Yad Vashem di Gerusalemme, tanti furono gli ebrei salvati), don Domenico Orlandini (Poiano), don Venerio Fontana (Minozzo) e poi Febbio, Secchio, Gazzano, Fontanaluccia, Bismantova e tante altre. Una simile attività non poteva certo passare inosservata e tedeschi e fascisti erano sempre in attesa del pretesto per sopprimerne i protagonisti. Lo dimostrano gli orrori di Cervarolo e l’assalto tedesco alla chiesa di Casaglia di Montesole nel bolgonese: camicie nere e camicie brune sono immuni dal secolare rispetto dei luoghi di culto e dei loro pastori. Il pensiero corre con timore a quelle canoniche, spesso gremite di ebrei o partigiani, quando sento qualcuno che sbraita “perché il Papa non condannò il nazismo? Dov’era la Chiesa?”. Forse il Papa sapeva bene quel che scrisse Giorgio Bocca “Senza l’aiuto del clero tre quarti della pianura padana &#8211; il Piemonte, la Lombardia, il Veneto &#8211; rimarrebbero chiusi e difficilmente accessibili alla ribellione. […] La maggioranza è amica, quasi ogni parrocchia è un possibile rifugio, un sicuro recapito”. Perché dare un pretesto a poco rassicuranti sgherri in divisa nera, teschio e pugnale per entrare in quelle canoniche?</p>
<p>Don Pasquino ci parla, senza parole, di una volontà di difendere il prossimo e prendersene cura. Fedele a “quello che comanda il Signore” fino alla morte, è un martire. Il pretesto per arrestarlo viene da uno scontro a fuoco (senza vittime né feriti) provocato ad arte dai fascisti nella sua canonica il 21 gennaio 1944. Il pretesto per la morte lo fornisce l’uccisione di alcuni militi fascisti durante la sua reclusione. Noi la chiamiamo rappresaglia, ma la sentenza del Tribunale Speciale che lo condanna alla fucilazione nel Poligono di Tiro di Reggio Emilia è molto eloquente: “concorso in omicidio” per aver “alimentato l’atmosfera dell’anarchia e della ribellione e determinato gli autori materiali degli assassini a compiere i delitti” oltre ad essersi macchiato di “favoreggiamento ed ospitalità ad una banda armata ribelle e a prigionieri nemici”. L’intento era quello di mostrare come l’aiuto e la carità a stranieri, renitenti e ribelli fossero puniti con la morte. Doveva essere una morte esemplare. A distanza di tanti anni, ne siamo convintissimi: se il nostro compito di cittadini è capire il nostro tempo e assumerci le responsabilità di ciò in cui crediamo don Pasquino è un esempio preziosissimo.</p>
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<p><a href="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/01/don-pasquino-borghi.jpeg" class="jpeg "><img class="alignleft size-medium wp-image-4717" title="don pasquino borghi" src="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/01/don-pasquino-borghi-267x400.jpg" alt="" width="267" height="400" /></a></p>
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		<title>Campo Samarotto presenta:</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 05:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Campo Samarotto]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci siamo lasciati alla foresteria della Pietra di Bismantova in novembre dello scorso anno, dopo un bel confronto su politica e social media con la voglia di continuare, di riflettere e di produrre pensiero anche per il 2012.
Ora, dopo un periodo organizzativo, vi proponiamo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo lasciati alla foresteria della Pietra di Bismantova in novembre dello scorso anno, dopo un bel confronto su politica e social media con la voglia di continuare, di riflettere e di produrre pensiero anche per il 2012.</p>
<p>Ora, dopo un periodo organizzativo, vi proponiamo per la prima parte dell&#8217;anno un programma di 6 incontri organizzati insieme a CISL Adiconsum, Acli Reggio-Emilia e in collaborazione con Consorzio Romero, Associazione Servire l&#8217;Uomo, Istoreco : La Costituzione Viva</p>
<p><em>La Costituzione ha avuto, dalla sua promulgazione ad oggi, il fondamentale compito di fare gli italiani e di fare l&#8217;Italia dopo le lacerazioni e le macerie della Guerra. Naturalmente la Carta è il prodotto (ad opera di una élite illuminata) di quella fase e di quel contesto e &#8211; oltre la retorica nostalgica e la strumentale lettura partitica &#8211; è urgente l&#8217;avvio di un <strong>dibattito serio e competente su come la Costituzione si pone nei confronti di questioni centralissime e nuove che interpellano le nostre comunità locali e il nostro Paese all&#8217;interno del nuovo conteso europeo e mondiale</strong>.</em></p>
<p><em>Il punto centrale attiene la questione della sovranità. In che modo le scelte e gli standard (pensiamo solo alle cogenti direttive della Banca centrale europea in materia di politiche economiche e finanziarie dei Paesi membri) imposti dall&#8217;Europa modificano di fatto il funzionamento e il ruolo del Governo e del Parlamento? Già oggi molte di queste decisioni orientano pesantemente la vita del nostro Paese ma vengono prese e negoziate al di fuori dei meccanismi istituzionali che la Costituzione del &#8217;48 ha delineato e da soggetti altri rispetto a quelli che la Carta aveva previsto.</em></p>
<p>Il ciclo prevede 6 incontri, il primo dei quali il 7 febbraio vedrà Graziano Delrio (Sindaco di Reggio Emilia) Nando Rinaldi (Direttore di Istoreco) e Madrea Morrone (Ordinario di diritto costituzionale) introdurre l&#8217;iniziativa. Seguiranno a distanza di una settimana l&#8217;uno dall&#8217;altro 4 incontri su 4 temi specifici tenuti dal Prof. Morrone ed un incontro finale a maggio in data da definirsi con gli onorevoli Pierluigi Castagnetti e Luciano Violante.</p>
<p><a title="Programma La Costituzione viva" href="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/01/La-Costituzione-Viva.pdf" class="pdf " target="_blank">Qui il programma completo</a>.</p>
<p>La partecipazione alla prima e all&#8217;ultima iniziativa pubblica (in Sala Tricolore e al Cinema Olimpia) è libera, gratuita e non prevede iscrizione. La partecipazione alle quattro lezioni è gratuita ma occorre <strong>iscriversi</strong> entro l&#8217;8 febbraio inviando una mail <strong>all&#8217;indirizzo camposamarotto@gmail.com</strong>.</p>
<p>Sono disponibili 60 posti e si richiede l&#8217;impegno a partecipare a tutte lezioni.</p>
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		<title>Ospedali Psichiatrico Giudiziari</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 05:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe Pagani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella degli OPG – sulla quale si sono accesi in questi giorni i riflettori a seguito dell’ultimo decreto parlamentare - è una vicenda complessa. Una di quelle vicende che la politica delle semplificazioni fatica a comprendere e a comunicare. Una vicenda che, assieme a quella delle carceri (oggi più che mai “discariche sociali” prossime al collasso), nutre la propaganda di quella politica che cerca dei "diversi" per farne dei nemici...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiusura degli OPG: un cammino impegnativo per la comunità &#8211; Intervento di Beppe Pagani (Pd) e Daniele Marchi (operatore della Coop sociale L’Ovile)</p>
<p>Quella degli OPG – sulla quale si sono accesi in questi giorni i riflettori a seguito dell’ultimo decreto parlamentare &#8211; è una vicenda complessa. Una di quelle vicende che la politica delle semplificazioni fatica a comprendere e a comunicare. Una vicenda che, assieme a quella delle carceri (oggi più che mai “discariche sociali” prossime al collasso), nutre la propaganda di quella politica che cerca dei &#8220;diversi&#8221; per farne dei nemici. Eppure è una scelta politica che fa del 2013 (anno entro il quale gli OPG dovranno essere chiusi) un anno non meno storico di quel 1978, indissolubilmente legato al nome di Franco Basaglia, anima di una delle riforme più importanti del XX secolo che, tuttavia, proprio gli OPG lasciò indietro.</p>
<p>E&#8217; indubbiamente significativo che sia stata la politica a fare la scelta di chiudere queste strutture, in cui il paradosso della cura e della custodia è aggravato da condizioni di vita non tollerabili, che il sovraffolamento penitenziario rende disumane, con buona pace del terzo comma dell&#8217;art 27 della nostra Costituzione.</p>
<p>Ma accanto alla soddisfazione per questa scelta, va posta molta prudenza dettata dalla consapevolezza che per il superamento degli OPG le norme sono necessarie, ma non sufficienti. E’un percorso per il quale le nostre comunità e i nostri territori, ancor più di quanto già fanno, dovranno imparare a confrontarsi con la sofferenza che il cosiddetto folle-reo porta con se: per il disagio psichico che vive e per il peso della responsabilità (che nessun proscioglimento potra togliergli) del reato, spesso gravissimo, che ha commesso.</p>
<p>Accogliere, curare e riabilitare queste persone significa credere nella loro possibilità di essere nuovamente positive per se e per la società; in questo sarà necessario porsi in maniera molto seria la questione delle vittime: per non dimenticarle mai, per non lasciarle sole in un dolore spesso indicibile.</p>
<p>Tenere insieme tutti questi elementi, in un sistema veramente curante ed in una comunità accogliente, è la vera sfida che la chiusura degli OPG ci pone.</p>
<p>La Regione Emilia Romagna in questo gia da diversi anni è attiva. Il lavoro di Gianluca Borghi in avanzate sperimentazioni all&#8217;OPG di Reggio Emilia; la realtà comunitaria, già operante, di Ca Zacchera a Sadurano; il lavoro che, da più di 17 anni, svolgono sul territorio reggiano la Cooperativa L&#8217;Ovile e il cappellano don Daniele Simonazzi; sono tutti esempi concreti, motivo di fiducia per il cammino che ci attende.</p>
<p>Beppe Pagani, consigliere regionale PD</p>
<p>Daniele Marchi, operatore Cooperativa sociale L’Ovile</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(credit foto <a href="http://www.remark-re.it/zwartwit-fotografie/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.remark-re.it/zwartwit-fotografie/?referer=');">Fabio Vezzani</a>)<br />
<a href="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/01/O.P.G.05.jpg" class="jpg "><img class="size-medium wp-image-4846 alignleft" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/01/O.P.G.05-300x400.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
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		<title>Giorno della Memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe Pagani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I miei interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi tempi così tipicamente schiacciati sul presente, in cui non c&#8217;è spazio per il ricordo, in cui si sta lentamente perdendo il senso degli insegnamenti che ci possono arrivare dalla storia, la giornata di oggi per noi rimane sempre e comunque dedicata alla memoria dei campi di sterminio nazisti nei quali hanno perso la vita svariati milioni di ebrei, zingari e omossessuali.</p>
<p>Di quella lucida follia che ha cambiato nel giro di pochi anni il volto del nostro continente eliminando dal cuore dell&#8217;Europa una delle comunità più importanti dal punto di vista culturale, quella comunità ebraica che è stato uno dei motori del progresso culturale ed economico del nostro continente.</p>
<p>La feroce, fredda, irrazionale ma lucidamente tecnologica determinazione della Germania nazista nel compiere lo sterminio. La logica burocratica implacabile e disumanizzante che ha governato la &#8220;soluzione finale&#8221;. L&#8217;odio per quella cultura umanistica e razionalista che ha fatto della comunità ebraica tedesca una delle sorgenti più pure del pensiero moderno in Germania e in Europa. La durezza dei tempi e dei cuori ma anche le conseguenze di una troppo rapida trasformazione industriale e di una lunga e profonda crisi economica. I meccanismi del capro espiatorio e i pericoli delle sirene nazionaliste e razziste.</p>
<p>Tutto questo ne fa un dramma profondamente europeo, un dramma che come europei ci interroga da 67 anni, le cui domande è necessario continuare a tenere vive per continuare a vedere chiaro davanti a noi quale è la direzione che dobbiamo perseguire nel nostro futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto:Viaggio della Memoria &#8211; marzo 2011</em><br />
<a href="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/01/Beppe-Pagani-in-visita-a-Sachsenhausen.jpg" class="jpg "><img class="size-large wp-image-4804 alignleft" title="Beppe Pagani in visita a Sachsenhausen" src="http://www.giuseppepagani.it/wp-content/uploads/2012/01/Beppe-Pagani-in-visita-a-Sachsenhausen-320x240.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a></p>
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		<title>Largo ai Giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[La Regione per Reggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ammessi ai contributi regionali 20 progetti proposti dagli Enti locali per un totale di 320 mila euro. A Reggio Emilia andranno circa 42 mila  euro per il progetto coordinato dalla Provincia: “Segnali di futuro,  cittadinanza e lavoro”.
“Tutti i progetti – spiega Beppe Pagani, presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ammessi ai contributi regionali 20 progetti proposti dagli Enti locali per un totale di 320 mila euro. A Reggio Emilia andranno circa 42 mila  euro per il progetto coordinato dalla Provincia: “Segnali di futuro,  cittadinanza e lavoro”.</p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">“Tutti i progetti – spiega Beppe Pagani, presidente della Commissione competente per le politiche giovanili &#8211; si propongono  di  promuovere il protagonismo dei giovani, attraverso la realizzazione di  esperienze che possano costituire, per il ragazzo o la ragazza che le vive, un  bagaglio e una risorsa alla quale attingere per affrontare le sfide del  futuro”</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il  finanziamento complessivo</span></strong><span style="font-family: Verdana;"> sulla politiche giovanili (legge regionale  14 del 2008)  è di oltre <strong>1.820.000  euro</strong>: nel novembre scorso sono già stati assegnati<strong> 500 mila euro</strong> a soggetti privati e  associazioni senza scopo di lucro, mentre <strong>320  mila euro</strong> vengono ora assegnati agli Enti locali per attività a  favore dei giovani. La somma restante, corrispondente a <strong>1 milione di euro</strong> in spesa investimento,  finalizzata all’adeguamento e alla qualificazione degli spazi di aggregazione  giovanile e all’acquisizione di attrezzature tecnologiche, sarà assegnata nei  prossimi mesi, sempre attraverso un percorso di concertazione con gli Enti  locali.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Gli interventi approvati sono  stati definiti attraverso un percorso di confronto e di condivisione attuato con  i territori per la definizione degli obiettivi in materia di politiche giovanili  che ha prodotto risultati molto positivi per quanto riguarda la progettazione  degli interventi.</span><span style="font-family: Verdana;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><br />
</span></p>
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		<title>Largo agli Anziani</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Regione per Reggio]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è svolta a Bologna la scorsa settimana la quarta Conferenza sul PAR: Piano di azione regionale per la popolazione anziana. Partito nel 2007, il PAR è stato concepito come un nuovo strumento d’approccio intersettoriale, capace di aiutare tutti gli attori istituzionali, le organizzazioni sindacali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta a Bologna la scorsa settimana la quarta Conferenza sul PAR: Piano di azione regionale per la popolazione anziana. Partito nel 2007, il PAR è stato concepito come un nuovo strumento d’approccio intersettoriale, capace di aiutare tutti gli attori istituzionali, le organizzazioni sindacali e del terzo settore, a comprendere meglio le politiche pubbliche e del privato sociale verso la terza età, per garantire a tutti la fruizione dei diritti nelle diverse fasi della vita e realizzare l’obiettivo di “una società per tutte le età”.</p>
<p>La Conferenza di quest&#8217;anno si è dovuta confrontare con i tagli che negli ultimi 3 anni a livello nazionale hanno quasi azzerato le risorse nazionali per il welfare. I fondi statali sono passati dai 2 miliardi 520 milioni di euro del 2008 ai 350 milioni del 2011. In questo contesto la Regione continua a fare la propria parte stanziando anche nel bilancio 2012 150 milioni di euro aggiuntivi per migliorare e ampliare i servizi sanitari e intervenendo con risorse proprie per continuare a garantire il Fondo regionale per la non autosufficienza, fondo che ha visto l’azzeramento delle risorse statali.</p>
<p>In questi anni l’idea che le politiche nazionali hanno dato del welfare è che si tratti di un intervento residuale, mentre la Regione Emilia-Romagna continua ad improntate le sue politiche alla convinzione che economia, società e ambiente non sono realtà separate e in contrapposizione e che il welfare è uno straordinario elemento di sviluppo economico e di crescita. La speranza è che il nuovo governo voglia invertire la tendenza di questi anni per esempio rifinanziando il fondo per la non autosufficienza come annunciato dal sottosegretario al Welfare Cecilia Guerra.</p>
<p>Tra i temi al centro della conferenza anche l’Anno europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni, proclamato dall’Unione europea per il 2012. L’importanza del Par come percorso di compartecipazione è proprio nell&#8217;integrazione tra le diverse politiche di settore, dalla casa, ai trasporti, alla sanità, alle nuove tecnologie; la necessità di valorizzare il ruolo degli anziani nell’associazionismo e nel volontariato e l’obiettivo di potenziare gli interventi di domiciliarità,  mettendo a rete le tante esperienze innovative presenti sul territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni dati sugli anziani in Emilia-Romagna</p>
<p>Gli anziani (65 e oltre) residenti in Emilia-Romagna sono oltre 986 mila, pari al 22,3% del totale della popolazione regionale (dati al 1° gennaio 2011 &#8211; fonte: RER, Servizio controllo strategico e statistica). Gli ultrasettantacinquenni sono circa 517 mila (11,7% della popolazione complessiva) e le persone che hanno superato gli ottant’anni risultano 314.652 (7,1%). La componente femminile è prevalente e costituisce il 57,6% dei residenti di 65 anni e oltre e sale al 65% tra i grandi anziani (80 anni e oltre).</p>
<p>Nell’ultimo decennio l’incidenza della popolazione anziana è inizialmente aumentata, passando dal 22,2% del 2001 al 22,8 del 2007, anno in cui il trend si è invertito, fino a giungere all’attuale 22,3. Negli ultimi anni i ritmi di crescita della popolazione anziana sono risultati inferiori a quelli della popolazione giovanile; se questa tendenza dovesse continuare si giungerebbe a una sostanziale stabilità del “peso” degli anziani.</p>
<p>Le previsioni demografiche indicano nel periodo 2010-2030 una crescita complessiva della popolazione anziana che potrebbe superare il 20%. In particolare l’incremento sarà concentrato sui grandi anziani che aumenteranno di circa il 29%: tra 20 anni, circa un terzo degli anziani residenti in regione avrà più di 80 anni.</p>
<p>Negli ultimi anni, tuttavia, va segnalata una ripresa della natalità in regione che, accompagnata da una consistente dinamica del saldo migratorio interno ed estero, ha invertito la tendenza dell’indice di vecchiaia (numero di anziani presenti in una popolazione ogni 100 giovani). L’indice diminuisce per effetto degli incrementi che hanno caratterizzato la popolazione in età giovanile, più marcati rispetto agli aumenti della popolazione in età senile. Il valore dell’indice passa da 196,8 anziani su 100 giovani nel 1999 a circa 167 anziani su 100 giovani nel 2011.</p>
<p>L&#8217;Emilia-Romagna si configura come una regione complessivamente anziana, con indice di vecchiaia e percentuale di persone con 65 anni e più, superiori sia al dato nazionale sia a quello europeo, anche se il trend mostra una tendenza al ringiovanimento.</p>
<p>Dall’indagine multiscopo Istat “Aspetti della vita quotidiana” emerge come in Emilia-Romagna la quota di famiglie costituite da un solo componente di più di 65 anni sia aumentata, passando da poco meno del 12% al 14,08%.<br />
Il 27,65% degli anziani emiliano-romagnoli (dati del 2010) vive solo: si tratta di più di 270mila persone. Il 30% degli ultra sessantacinquenni dichiara – sempre nell’indagine multiscopo – di stare bene o molto bene, mentre il 19% ritiene di essere in cattive condizioni di salute. Più della metà degli ultrasessantacinquenni (dati 2009) pratica sport o qualche attività fisica per mantenersi in forma; il 36,5% ascolta la radio (media italiana del 34,9%). Nei dodici mesi precedenti l’intervista Istat in Emilia-Romagna ha utilizzato il computer il 6,8% delle persone anziane (in Italia il 6,4%). Per quanto riguarda, infine, la percezione della propria sicurezza, tra le persone di 65 anni e oltre il 14,8% dichiara di provare poca sicurezza e il 7,7% nessuna sicurezza quando esce da solo ed è buio.</p>
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