IN COMMISSIONE IL FONDO SOCIALE EUROPEO

IN COMMISSIONE IL FONDO SOCIALE EUROPEO

Oggi, all’esame della Commissione V, il provvedimento di programmazione dei fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020 e il Programma Operativo FSE (Fondo sociale europeo) che ha a disposizione risorse cospicue per le politiche di sviluppo regionale.

“Il Fondo sociale europeo è uno strumento fondamentale per affrontare e risolvere due problemi, – spiega Pagani- quello dell’inclusione sociale e quello della crescita. Abbiamo bisogno di una crescita capace di generare “nuovi” lavori per un nuovo sviluppo, in una Regione che è cresciuta molto negli ultimi anni. Da oltre 50 anni il Fse è il principale strumento finanziario con cui l’UE investe sulla sua risorsa più preziosa: le persone.”

Le risorse del Fse vengono stanziate per periodi di 7 anni. Questo consente sia all’Europa che a Stati e Regioni una programmazione a lungo termine e la continuità del sostegno ai cittadini per l’inserimento nel mercato del lavoro.

“I dati di contesto- afferma Pagani- dicono che il tasso di occupazione in Emilia Romagna nelle persone tra i 20 e i 64 anni è del 70%, obiettivo entro il 2020 è il 75%. Il tasso di abbandono precoce che indica una discontinuità nel percorso scolastico, è del 15.7%, molto alto e dovremo portarlo al 10%.  Allarmante è il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) al 33% nel 2013 in Emilia Romagna e l’occupazione femminile ferma al 59.6%. Rafforzeremo – prosegue Pagani- la infrastruttura educativa della quale già da tempo si è dotata la nostra Regione. Oggi si compete se il sistema integrato lavoro/educazione gioca insieme la difficile partita di richiamare qui le attività di produzione e servizio a più alto valore aggiunto, quelle che governano i cicli produttivi in giro per il mondo.”

Priorità del piano saranno l’occupazione giovanile, l’accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, l’integrazione sostenibile dei giovani e NEET anche attraverso l’attuazione della Garanzia giovani ( servizi orientativi, tirocini, percorsi formativi, percorsi formativi per acquisizione di una qualifica professionale e incentivi nell’assunzione) e l’adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti. Si lavorerà inoltre per migliorare l’efficacia e la qualità dei servizi al lavoro semplificando le procedure. Altro punto importante sarà l’inclusione sociale e la lotta alla povertà con attenzione alla partecipazione al mercato del lavoro delle persone maggiormente vulnerabili e prese in carico dai servizi sociali. Infine, una grande azione per la riduzione dell’abbandono scolastico attraverso anche percorsi individualizzati e la promozione del successo educativo e formativo.

Ogni obiettivo tematico avrà risorse destinate: ” Su un totale di circa 786 milioni di euro, – spiega Pagani- la maggior parte (490.620.113 euro) andranno per promuovere un’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori, quindi inserimento, reinserimento e adattamento nel mercato del lavoro, e una parte consistente (157.250.036 euro) andranno per l’inclusione sociale e per combattere la povertà e ogni forma di discriminazione. A questi si aggiungono 74 milioni del programma Garanzia giovani”

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Scritto da: Redazione