Crisi e immigrazione.

Crisi e immigrazione.

Voglio pensare che le esternazioni attribuite ad alcuni sindaci reggiani rispetto alle difficoltà di bilancio dei comuni e alle aumentate richieste di servizio che si presentano ai nostri amministratori siano state male interpretate o che rappresentino un momentaneo attimo di scoramento rispetto alla durezza della situazione.

Le difficoltà del momento e la gravità della crisi non devono farci diventare ciechi di fronte alla questione sociale e politica dell’immigrazione. Questione che interpellerà la capacita politica dei paesi europei e delle loro classi dirigenti nei prossimi anni.

Non mi fermerò neppure a sottolineare come ha già fatto il sindaco di Novellara l’ormai arcinoto contributo che gli immigrati danno alle casse dell’INPS e del fisco del nostro Paese, vorrei soffermarmi a riflettere sull’inaccettabilità di tali dichiarazioni a partire dai principi costituzionali e umanitari che caratterizzano il nostro impegno politico ed in particolare l’identità stessa del PD.

Abbiamo appena condotto insieme sotto l’egida del presidente dell’ANCI nazionale nonché sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio la battaglia nei consigli comunali, provinciali, regionali nonché sulle piazze per la raccolta di firme per due Leggi di iniziativa popolare per riconoscere la cittadinanza italiana a tutti coloro che sono nati nel ns Paese ed il diritto di voto amministrativo per gli stranieri residenti da oltre 5 anni. Questo grande impegno di civiltà che andava sotto il titolo “L’Italia sono anch’io” e’ stato fatto proprio dal presidente della repubblica e recentemente il segretario Nazionale del PD Pierluigi Bersani ha dichiarato essere uno dei primi impegni del prossimo governo a guida del centrosinistra.

Proprio qui sta la contraddizione più eclatante con le dichiarazioni riportate. Le persone non sono cittadini solo quando pagano le tasse o sono utili per le nostre imprese (braccia da utilizzare solamente per produrre ricchezza) ma lo sono sempre in ragione della loro umanità della precipua e fondamentale condizione di essere “persone” ed in questo senso la carta costituzionale ci rimanda al compito inderogabile di rimuovere tutte le condizioni che possono impedirne la piena realizzazione. Tutti coloro che sono impegnati in un servizio alla comunità attraverso la politica dovrebbero riconoscersi in questi principi fondamentali della costituzione, ma per chi appartiene al PD tutto questo è, a mio avviso, inderogabile, perché costitutivo dei principi e dei valori su cui si fonda la speranza, il progetto di riforma e cambiamento per cui è nato il PD.
Ma sono certo che, al di la’ delle difficoltà del momento, questo sia anche il pensiero di tutti gli amministratori del PD reggiano.

Beppe pagani

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Scritto da: Beppe Pagani

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1 commento

  1. intervento conciso e preciso… condivido al 100%

    1 settembre 2012 @ 08:49