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Sempre sulla Manodori
18 gennaio 2012
Personalmente non ho nulla contro Antonella Spaggiari e non mi turba – anche se lei lo afferma con sarcasmo – la definizione di “discepolo di Castagnetti” insieme al Sindaco Delrio. Sono semmai orgoglioso di appartenere a quella grande tradizione di cattolicesimo democratico che, pur partendo da posizioni assolutamente minoritarie, ha contribuito alla nascita e alla vita del Partito Democratico.
E’ una replica che inizia in toni pacati quella di Giuseppe Pagani, consigliere regionale del Pd, alle affermazioni dell’ex Sindaco di Reggio Emilia ed ex presidente della Fondazione Manodori, Antonella Spaggiari, consigliere comunale di Città Attiva.
Ma il tono cambia quando Pagani risponde alle affermazioni con le quali la Spaggiari dice, sostanzialmente, che è questa cultura democristiana oggi dominante nel PD, e chi ad essa è sgradito non avrà vita facile in Fondazione, qualunque scelta faccia.
“Ad Antonella Spaggiari – sottolinea Pagani – voglio rispondere solo con i fatti, perché è in base a questi, e a nessun’altra logica, che ho espresso critiche sulla reiterata cattiva gestione del patrimonio della Fondazione”.
“Non sto a ripetere le cifre di quello che considero un disastro, ma mi rifaccio piuttosto – osserva Pagani – a ciò che la stessa Spaggiari dichiarava come solenne impegno il 29 luglio 2004”. “L’allora presidente della Manodori – incalza Pagani – sottolineava testualmente: “La Fondazione Manodori deve impiegare il proprio patrimonio diversificando i rischi e in modo da ottenere un’adeguata redditività…”. E aggiungeva: “La rapida evoluzione della società rende necessari provvedimenti di miglioramento dello Statuto, mirati a consentire alla Fondazione una più incisiva capacità di rispondere alle nuove esigenze, anche con l’apporto di ulteriori soggetti designanti…”
“La nota dell’allora presidente - osserva Pagani – si concludeva con un vero programma di lavoro che vedeva alcuni punti prioritari: monitorare e verificare tutti gli attuali investimenti finanziari della Fondazione.
La diversificazione del rischio – si leggeva – l’efficacia e la redditività, gli impatti sul territorio devono essere di supporto agli investimenti e alle relative scelte. Provvedere - si leggeva ancora – alla revisione dello Statuto d’intesa, in particolar modo, con gli attuali enti designanti; consultare gli enti locali nelle scelte strategiche della Fondazione; garantire alla Fondazione e, pertanto, alla comunità reggiana, una maggiore visibilità e poteri nelle scelte che vengono adottate nelle partecipate finanziarie dirette e indirette”.
“Ad Antonella Spaggiari, allora - afferma Pagani – chiedo: cosa c’entrano Pagani e Castagnetti o i cattolici democratici con il suo programma che mi pare abbia avuto una perfetta continuità anche su altri punti? Come si è diversificato, visto che sotto la sua presidenza le azioni Unicredit sono state aumentate mentre altre partecipazioni sono state dismesse? Cosa ne è del nuovo Statuto e del maggior potere della comunità reggiana nelle scelte sulle società partecipate?”.
“Sette anni – conclude Pagani – non sono bastati a diversificare gli investimenti né a rifare lo statuto, mentre il patrimonio appare eroso e così la sua redditività. Che altro dobbiamo aspettare?”
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1 commento
Non ho letto l’esatto testo della Spaggiari, ma solo commenti sui quotidiani,ovviamente non é accettabile e quindi fuori luogo criticare qualcuno in modo preconcetto e certamente Castagnetti ha rappresentato , e rappresenta, un’importante risorsa per il PD.
La gestione insufficiente della Manodori però origina da prima della Spaggiari, vicenda Bipop, e prosegue anche con l’attuale gestione col risultato di una perdita di Patrimonio importante senza raggiungere l’auspicata diversificazione.
L’intervento di molti autorevoli dirigenti del PD prima di conoscere le norme dell’aumento di capitale é stato fuori luogo e fortemente dannoso per la Fondazione che , dati i suoi mezzi disponibili limitati, aveva l’interesse a una quotazione pre aumento la più alta possibile.
In questa specifica vicenda l’intervento del consiglio della Manodori, di fare un aumento parziale, é stato equilibrato e rispettoso degli interessi della fondazione.