FAR RIPARTIRE LA SCUOLA

FAR RIPARTIRE LA SCUOLA

Di fronte ai drastici tagli di cui si iniziano in questi giorni a vedere gli effetti, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di intervenire con risorse proprie in difesa della scuola pubblica.

Con un intervento che andrà in Giunta per l’approvazione nei prossimi giorni, la Regione metterà a disposizione 2 milioni di euro, che erano già destinati all’autonomia scolastica, per garantire l’assunzione di  circa 70 insegnanti della scuola d’infanzia; per la primaria e secondaria la somma messa a disposizione sarà di 1.000.000 di euro non per finanziare progetti a pioggia, ma finalizzati ad incentivare l’autonomia degli istituti.

Si tratta di un intervento importante che impegna consistentemente la Regione e consentirà di garantire l’accesso alla scuola d’infanzia a circa 750 bambini oggi esclusi a causa della totale assenza di finanziamenti nazionali, ma che in altri ambiti non potrà sostanzialmente cambiare la drammatica situazione cui tra pochi giorni si troveranno di fronte le famiglie. La cancellazione di ulteriori 1193 insegnanti legata ai tagli voluti dal Governo renderà impossibile garantire tempi pieni e tempi prolungati, obbligherà parte del nostro sistema scolastico, soprattutto in montagna, a ritornare alle pluriclasse riducendo la qualità educativa e i percorsi di innovazione per l’integrazione, lascerà sguarnite le frazioni più piccole con gravi disagi per bambini e famiglie.

Non si era mai visto un Governo così determinato a disinvestire nei confronti dei bambini e dei giovani e quindi sul futuro. Stupisce che l’attacco al sistema dell’istruzione venga percepito solo come un problema della categoria degli insegnanti, la cui credibilità sociale è stata fortemente messa a rischio dalle campagne denigratorie condotte dal governo; la scuola è un problema della comunità intera, delle famiglie e dello stesso sistema produttivo: a chi giovano,infatti, queste scelte alle  future generazioni offriranno meno conoscenze e quindi meno saperi?

A chi giova un sistema che tagliando anche il personale ata (bidelli, personale amministrativo, ecc.) riduce la sicurezza nelle scuole, come se i fenomeni del bullismo, diffusione della droga, non esistessero dentro i luoghi della scuola?

Per quanto riguarda l’obbligo formativo, cioè la scuola primaria e secondaria, la Regione non può surrogare lo stato che ha doveri precisi, e ha chiesto al Governo di fare un passo nella direzione di  aumentare gli organici.  Per assicurare un decoroso funzionamento del servizio, i posti essenziali sarebbero 562, ma  la risposta del Governo è stata di 171 posti in più di cui solo 40 sulla scuola d’infanzia mentre ne servirebbero 212 di cui 156 per istituire le nuove sezioni”.

La regione Emilia Romagna non si tirerà indietro per garantire gli alti livelli di efficienza e di qualità della scuola, e proprio a della preoccupazione delle famiglie e dei comuni per la scuola d’infanzia saranno stanziate risorse che permettano di mantenere gli standard adeguati del percorso educativo.

Al Governo abbiamo insistentemente chiesto di formulare un’ipotesi definitiva a garanzia delle famiglie per una scuola di qualità ed efficacia: la proposta dell’autonomia, che sarà possibile a patto che lo Stato trasferisca davvero le  risorse, umane e finanziarie, e passi alla Regione il potere di decidere sulla gestione funzionale degli organici. Al momento, però,  non vi sono risposte su questo vero federalismo cui continua ad appellarsi la Lega Nord, con proclami che cozzano con tutte le scelte centraliste di questo Governo di cui la Lega è azionista di maggioranza.

Infine voglio richiamare la scelta che non stento a definire, di escludere oltre 40.000 insegnanti di terza fascia dalla possibilità di accesso all’insegnamento; in Emilia Romagna sono oltre 4.000 che , dopo la disoccupazione, sono privati di qualunque prospettiva di futuro: a loro va non solo la mia solidarietà umana, ma anche l’impegno per cercare di rimuovere le cause di questa vergognosa situazione che calpesta la dignità di tante lavoratrici e lavoratori.

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Scritto da: Beppe Pagani