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Un’intervista particolare…
12 agosto 2010
Carissimo Direttore,
stupisce il modo con cui nell’articolo di martedì 11 agosto il carissimo Simone Russo sia riuscito a utilizzare una lunga telefonata fattami da lui medesimo, tirandomi per i capelli nel farmi dichiarare il mio pensiero nonostante il silenzio di questi giorni, per sostenere il postulato che, ben prima di sollevare la cornetta del telefono scintillava già nella sua testa: “Pagani anche lui tradisce gli elettori prova ne sia il fatto che prende voti a Gavassa promettendo il porta a porta generalizzato come antidoto all’inceneritore e oggi cambia idea.”
C’è un documento del 24 marzo rispetto al quale ho dichiarato la mia posizione su tutta la vicenda rifiuti, ebbene in quel documento non si parla mai di porta a porta ma di “incentivare al massimo la raccolta differenziata domiciliare”. C’è differenza? Secondo me sì e al giornalista che mi intervistava ho spiegato bene come fin dall’avvio della sperimentazione nella 7° Circoscrizione avevamo (allora in altre vesti rispetto alle attuali) sostenuto la via dell’estensione del porta a porta come strumento per aumentare la raccolta differenziata, ma anche di attenta e puntuale analisi delle zone e delle tipologie di urbanizzazione (allora l’attenzione era posta sulla zona di via Turri- via Paradisi- Zona stazione per l’alta concentrazione di palazzi e popolazione immigrata e sul centro storico su cui già allora si valutarono, con il dott. Miorandi della ditta incaricata del progetto la Ideocom di Rovereto, delle specificità da adottare).
Dunque quale scandalo? Quale tradimento? L’obbiettivo è e rimane quello di portare al max possibile la raccolta differenziata. Obiettivo raggiunto e migliorabile.
La mia posizione rimane assolutamente invariata dal tempo del PPGR:
1) riduzione della produzione di rifiuti cambio della cultura del consumo e del packaging attraverso anche incentivi alla grande distribuzione – promozione del marchio “Eco-Reggio”;
2) Rafforzamento della raccolta differenziata domiciliare attraverso tutte le forme utili, procedendo per sperimentazioni;
3) Individuare all’interno dell’area vasta (ieri Enìa, oggi Iren) le forme tecnologicamente più avanzate e meno inquinanti per la riduzione dell’ultima frazione di rifiuto escludendo l’inceneritore.
Questo era e questo è…gli abitanti di Gavassa, che mi hanno riconosciuto un così ampio grado di fiducia, credo sappiano valutare tra coerenza rispetto agli obiettivi e strumentalizzazione politica.
Reggio Emilia, 11 agosto 2010
Beppe Pagani
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