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Ferragosto in carcere
13 agosto 2010
L’onorevole Pierluigi Castagnetti, il Consigliere Regionale Beppe Pagani e il sindaco di Poviglio Giammaria Manghi, hanno aderito alla Campagna promossa dal partito Radicale “2° Ferragosto in carcere” visitando il carcere di Reggio Emilia e l’OPG.
La situazione delle strutture reggiane è purtroppo caratterizzata da un sovraffollamento di popolazione carceraria che vive in condizioni igienico ambientali che potremmo definire disumane.
Alcuni dati per potere comprendere la situazione della nostra casa circondariale:
capienza regolamentare 161 detenuti presenti 346;
ogni cella, progettata per un detenuto e ampia appena 6 mq, vivono 3 detenuti su letti a castello;
le celle sono prive di acqua calda e di doccia;
Peggiore è la situazione dell’OPG se consideriamo che dovrebbe avere le caratteristiche di una struttura sanitaria per detenuti-pazienti psichiatrici.
In 132 posti regolamentari sono alloggiati 279 detenuti-pazienti che necessitano di cure e di assistenza sanitaria permanente e che vivono ammassati in celle da 8,6 mq spesso in due a volte, purtroppo, anche a gruppi di tre.
La giornata piovosa ha, purtroppo, messo anche in risalto una situazione strutturale precaria e la necessità di una manutenzione straordinaria, non più rinviabile, onde rimuovere le cause che producono infiltrazioni di acqua nei locali e nelle celle.
La situazione reggiana riproduce quindi in sintesi gli stessi problemi più volte evidenziati in riferimento all’intero sistema carcerario italiano, distinguendosi in senso peggiorativo rispetto ad esso per la presenza di un Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG), il quale essendo collocato all’interno di una struttura carceraria, non risponde alle precipue peculiarità sanitarie per la cura della salute mentale delle persone presenti all’interno.
L’ipotesi di un trasferimento dei detenuti dell’OPG verso le strutture delle proprie regioni di provenienza e l’apertura ipotizzata di una struttura specificamente adeguata a Castelfranco Emilia, potrebbero portare ad un alleviamento del cronico sovraffollamento. In caso di trasferimento di detenuti-pazienti psichiatrici in altre località si potrebbero ricollocare i detenuti del carcere nelle sezioni attualmente occupati dal’OPG riducendo drasticamente la densità abitativa per ogni cella.
Altro grave problema, ormai strutturale, è la carenza di personale e soprattutto, considerata la percentuale di migranti presenti (oltre il 60%), di personale specializzato nella mediazione culturale.
Vanno riconosciuti gli sforzi che in entrambe le strutture sono stati fatti. All’interno dell’OPG negli ultimi due anni l’AUSL di Reggio Emilia ha proceduto all’inserimento di personale medico-specialistico e paramedico per una assistenza più accurata, così come all’interno del carcere sono stati realizzati progetti di apertura verso l’esterno (in convenzione con Università) e laboratori d informatica, di lettura e in alcuni casi qualche progetto di avviamento al lavoro.
Le politiche del Governo e della Regione devono ricercare le giuste convergenze per rispondere alle esigenze di oltre 750 detenuti e circa 250 operatori, al fine di rimuovere tutti gli ostacoli che, rendendo inumane le condizioni di vita in tali luoghi, impediscono ad oggi lo svolgimento di quel ruolo affidato dalla legge al sistema carcerario. Luogo che dovrebbe essere certamente di detenzione e pena, ma anche di recupero e piena valorizzazione della persona umana per un suo futuro e possibile reinserimento sociale.
Reggio Emilia, 13 agosto 2010
Beppe Pagani
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