Risposta a Zambrano

Risposta a Zambrano

Caro Direttore,

credo di non aver fatto torti al sig. Zambrano, così accanitamente impegnato a sbeffeggiare la mia appartenenza alla comunità cristiana e francescana e a volermi continuamente sottoporre ad esami di adeguatezza e approprietazza tra la  mia scelta politica e la fede.

Quel che è certo è che prosegue nell’utilizzo di mie affermazioni (interpretate e mai ascoltate direttamente, e qualche volta mai fatte) per screditare, con gratuito sarcasmo, me e la scelta dei cattolici democratici di impegnarsi nel PD con gratuito sarcasmo.

In attesa che scelga un altro obiettivo, spero mi conceda lo spazio per specificare meglio quel che penso in tema di immigrazione e lavoro, partendo dal caso che riguarda il Comune di Cavriago.

Penso che se una legge dello Stato stabilisce di togliere il Permesso di soggiorno a chi rimane senza lavoro e di espellere chi rimane senza Permesso di soggiorno, vi sia poco spazio per la discrezionalità degli Enti Locali.

Il riferimento, appunto, è a quanto stabilito dal Comune di Cavriago, il quale ha deciso di finanziare il rimpatrio di un lavoratore malauguratamente finito in tale condizione.

Al di là del fatto – gravissimo – che la legge umilia chi perde il lavoro magari dopo anni di permanenza nel nostro territorio trattandolo da clandestino indipendentemente da ciò che può avere nel frattempo costruito per sé e per la sua famiglia, il Comune di Cavriago non ha deciso alcun rimpatrio, ma ha semplicemente reso possibile un rimpatrio stabilito da una legge monca, votata

da un Governo populista qualche anno fa. Una legge in base alla quale si notifica l’espulsione a chi rimane senza Permesso, ma poi lo si lascia solo. Quella persona non esiste più: era forza lavoro e basta, e allora neppure lo si aiuta economicamente per favorire il rimpatrio.

E’ così che le città italiane si sono riempite di disgraziati (e di criminali, talvolta), espulsi sulla carta e dimenticati nelle strade da una politica (Pdl e Lega) capace di normare tutta la disciplina sull’immigrazione, effettuare due sanatorie in due legislature (oltre 1 milione di Permessi regalati ai

clandestini) più quattro Decreti Flussi e tutt’oggi ben determinata ad addossare tutta la colpa dell’esistente alla sinistra e ai cattolici.

La politica del “venite che c’è posto” di cui parla Zambrano non l’ha certo determinata la sinistra con un solo Decreto Flussi nel 2007 (170.000 ingressi), nè le singole amministrazioni comunali dal momento che i migranti vanno dove c’è lavoro: lo dimostra il fatto che Reggio ha una presenza di stranieri simile a tantissime altre città di destra, centro, sinistra (Bergamo, Treviso, Milano…).

A differenza del caso dei bambini privati del pasto, il comune di Cavriago ha sostenuto per circa 3 anni le spese degli affitti di questa famiglia nonché tutti gli interventi scolastici e sociali a favore dei bambini e a fronte di un esproprio si è pure fatto carico di trovare una soluzione preso una struttura alberghiera. Non mi pare la cosa sia paragonabile a quanto avvenuto presso altre amministrazioni governate dalla Lega nord  (verso la quale non trovo mai da parte del sig. Zambrano richiami alla coerenza con la tradizione della dottrina sociale della chiesa, cui pure dice di ispirarsi).

A Zambrano sembra interessi unicamente dire che critico il Governo Berlusconi a prescindere dai fatti. Strano, perché tutta Italia sa chi ha fatto la Bossi-Fini (che lo stesso Fini critica). Strano che non ci si indigni di fronte a norme che fanno sì che vi siano persone che con il lavoro perdono ogni diritto e si ribaltino i fatti quando, come nel caso del Comune di Cavriago, almeno c’è un aiuto per chi è obbligato al rimpatrio.

Tutta Italia sa che gli stranieri onesti rimasti senza Permesso devono riadattarsi a lavorare in nero se non hanno i soldi per rimpatrio, mentre i criminali se ne infischiano delle ordinanze leghiste con le quali si sancisce l’accesso ai servizi “riservato a quanti risiedano da almeno 10 anni nel territorio comunale” perché i criminali non hanno residenza, ma i lavoratori onesti sì.

Non me ne voglia Zambrano, ma davvero non capisco: la colpa dei drammi che colpiscono famiglie di immigrati (e non solo quelle con i tagli a carico degli Enti locali) è di chi fa le leggi o di chi le fa rispettare, oltretutto dopo aver tentato tutte le altre vie per evitare il rimpatrio?

Cordiali saluti

Giuseppe Pagani

Consigliere regionale Pd

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Scritto da: Redazione

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